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Forlì nel Rinascimento


Una vasta opera di rinnovamento edilizio interessa la città a partire dal XV secolo.


Indirizzo: IAT Piazza Saffi, 8 (Sala XC Pacifici), 47121 Forlì (FC), Italia
Telefono: +39.0543.712435
Fax: +39.0543.712755
Mail: iat@comune.forli.fc.it



Periodo di svolgimento: tutto l'anno


Itinerario

Palazzo del Podestà - Palazzo Albertini - Palazzo Comunale - Chiesa del Carmine - Cattedrale - Palazzo del Monte di Pietà - Palazzo Guarini Torelli - Casa del Palmezzano - Casa Zampighi Galletti - Oratorio di San Sebastiano


Itinerari dettaglio

A partire dal XV secolo, quando la classe borghese vede consolidarsi il suo potere economico e imprenditoriale cresciuto su una politica di commerci, avverte la necessità di aggiornare le abitazioni per rendere visibile il prestigio acquisito. Sono per lo più le residenze private, oltre ai luoghi di governo e di esercizio di funzioni pubbliche, a essere coinvolte in questo fervore edilizio, mentre le chiese si arricchiscono di pale d'altare.

Nel 1460 fu affidata la direzione dei lavori di costruzione del Palazzo del Podestà (Piazza Saffi n. 56) al capomastro Matteo di Riceputo, zio del Melozzo. Il portico, con gli archi a sesto acuto caratteristici dell'edilizia pubblica in età comunale, è ornato da capitelli a foglia angolare su cui sono presenti l'antica croce del popolo e lo stemma degli Ordelaffi.
Adiacente al Palazzo del Podestà si sviluppa Palazzo Albertini (Piazza Saffi n. 50). Edificato tra la fine del XV e l'inizio del XVI secolo, è costruito su un portico con arco a tutto sesto profilato da una ghiera in cotto.

Si affaccia sulla piazza anche il Palazzo Comunale (Piazza Saffi n. 8), attualmente residenza del Municipio. Nel 1459 gli Ordelaffi ne ampliarono il corpo meridionale e fu avanzata la facciata oltre l'antistante canale di Ravaldino con un portico che dall'ingresso si spingeva verso il Ponte del Pane. Confermata come residenza signorile da Girolamo Riario e Caterina Sforza, dopo un periodo di decadenza, nel 1504, con il dominio dello Stato Pontificio, il palazzo divenne sede della Magistratura mantenendo la vocazione all'amministrazione delle funzioni pubbliche.
Testimonianza delle imprese della signoria Ordelaffi è il portale in sasso d'Istria con la lunetta con il rilievo di San Valeriano a cavallo (1465 - 1466) sovrastato dai Santi protettori della città e dalle insegne degli Ordelaffi. Originariamente commissionato per l'ingresso principale del Duomo a Marino di Marco Cedrini, fu collocato nella facciata severa e incompiuta della trecentesca Chiesa del Carmine (Corso G. Mazzini).

Raccordo architettonico alla confluenza di Piazza Duomo e Piazza Ordelaffi, la Cattedrale (Piazza Duomo), sorgeva sul luogo di un'antica pieve di origini anteriori al secolo XII. Tra la fine del XV secolo e l'inizio del XVI si realizzarono importanti lavori per rimuovere le strutture romaniche e gotiche e dare una fisionomia rinascimentale alla Chiesa. Nella navata di destra si apre la cappella del SS. Sacramento a forma ottagonale, edificata su disegno di Pace di Maso del Bombace nel 1490. Il fonte battesimale (1504), pregevole opera attribuita a Giovanni Ricci, contiene formelle a rilievo con le scene della vita del Battista e di San Valeriano. Nella cappella di Sant'Anna, lungo la navata sinistra , si conservano il S. Sebastiano di Nicolò Rondinelli e un S. Rocco di Marco Palmezzano.
Nel clima di generale rinnovamento edilizio i prospetti che si affacciavano sull'attuale Corso Garibaldi cambiano fisionomia. Laddove sorgevano le abitazioni della famiglia Orsi venne avviata, nel 1514, la costruzione del Palazzo del Monte di Pietà (Corso G. Garibaldi n. 47-49) per essere ultimata solo nel 1646. La facciata di proporzioni rinascimentali è scandita da ampi archi profilati in cotto, alternati a paraste con capitelli in arenaria di ordine ionico, che proseguono nel piano nobile. E' stata avanzata l'ipotesi che per il disegno del prospetto non sia da escludere un intervento di Girolamo Genga.
Anche la Casa (Corso G. Garibaldi n. 129-139) che fu di proprietà del pittore e architetto forlivese Marco Palmezzano, risale al secolo XV. Della costruzione originaria rimangono i quattro pilastri del portico sviluppato su un ardito sistema di doppi archetti pensili ornati da un capitello a goccia. Significativa è la struttura lignea che testimonia lo sviluppo dell'architettura del Quattrocento a Forlì: la complessità delle soluzioni costruttive impiegate indica l'intervento di un abile maestro.
Cinquecentesca è pure Casa Zampighi Galletti (Corso G. Garibaldi n. 149), con portale tardocinquecentesco in pietra d'Istria, dispone di una raffinata corte interna su cui si affacciava un quadriportico sormontato da una loggia aerea.
Palazzo Guarini Torelli (Corso G. Garibaldi n. 94), dall'austero corpo in mattoni, è caratterizzato da elementi bianchi in pietra d'Istria, che con il contrasto cromatico, rompono la superficie uniforme delle pareti: il portale monumentale e il balcone angolare furono eseguiti presumibilmente verso la fine del Cinquecento. Interessante è la corte interna con quadriportico e loggia dalle eleganti proporzioni rinascimentali.
L' Oratorio di San Sebastiano (Piazza Guido da Montefeltro), edificato tra il 1494 e il 1502 da Pace di Maso del Bombace, si inserisce nel panorama della grande architettura rinascimentale di marca brunelleschiana e albertiana. La raffinata qualità delle soluzioni prospettiche fa ipotizzare l'intervento nell'ideazione di Melozzo degli Ambrogi, che spiegherebbe l'apporto dell'architettura dei maggiori centri, in particolare di Roma e Urbino. La pianta dell'oratorio è a croce greca inscritta in un nartece che conduce al corpo centrale dell'edificio su cui doveva essere impostata la cupola mai realizzata.


Modalità di svolgimento

Il turista che vorrà effettuare questo itinerario dovrà raggiungere Piazza Aurelio Saffi, ubicata al centro della città, che è il punto di partenza. Il percorso si snoda nel centro della città.

 

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Ultimo aggiornamento venerdì 19 marzo 2021

 

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A cura della Redazione di Turismo Forlivese, C.so Diaz, 21 - 47121 Forlì - redazione.turismo@comune.forli.fc.it

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