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Alla scoperta del Palmezzano

Forlì è la città del Palmezzano e anche del suo probabile maestro, il 'pittore dei papi' Melozzo degli Ambrogi.

Informazioni Turistiche

Indirizzo: IAT - P.zzetta della Misura, 5, 47121 Forlì (FC), Italia
Telefono:+39.0543.712435/ 712444
Fax: +39.0543.712755 - +39.0543.712450

Mail: iat@comune.forli.fc.it



Periodo di svolgimento: annuale

 

Itinerario

Piazza Guido da Montefeltro-Corso Garibaldi-Piazzetta San Biagio-Piazza Saffi-Corso della Repubblica-Corso Diaz-Via della Rocca-Piazza Guido Da Montefeltro

 

Itinerari dettaglio

L'itinerario alla scoperta del fautore del Rinascimento in Romagna inizia da Piazza Guido Da Montefeltro, con la visita al complesso museale del San Domenico, dove si conserva l'affresco staccato della Crocifissione (1495) e dove è stata trasferita parte della Pinacoteca, tra cui La comunione degli Apostoli, la grande Annunciazione già nella Chiesa del Carmine, e la Piccola Annunciazione, un tempo in San Pellegrino, il Presepe, Il Battesimo di Gesù e un ritratto, opere del Palmezzano.
Dopo una tappa all'adiacente Oratorio di San Sebastiano, edificato tra il 1494 e il 1502 da Pace di Maso del Bombace, uno dei maggiori architetti rinascimentali operanti a Forlì e dunque contemporaneo del pittore forlivese, risaliamo via Cobelli fino a corso Garibaldi, lo percorriamo in direzione Porta Schiavonia, oltrepassando la piazza del Duomo, all'interno del quale, nella Cappella di Sant'Anna, lungo la navata sinistra, si conserva il San Rocco del Palmezzano. Sulla sinistra, si oltrepassa la chiesa di San Francesco e, poco dopo l'incrocio con via Albicini, giungiamo alla Casa di proprietà del Palmezzano. Lungo corso Garibaldi sono disposti i prestigiosi palazzi delle famiglie nobiliari forlivesi: gli Albicini, i Guarini, antichi proprietari dell'edificio sorto nel Cinquecento di fronte alla casa del pittore e i Gaddi. Imperdibili anche gli scorci delle vie medievali Sassi e Gaddi, acciottolate e strette fra i rispettivi palazzi sormontate da elementi di raccordo, gallerie o chiassetti (archetti di raccordo). Proprio percorrendo via Gaddi raggiungiamo Via Maroncelli e andiamo a destra fino a incontrare Via Episcopio Vecchio che ci conduce fino alla chiesa di San Biagio, sorta nel dopoguerra sulle fondamenta dell'antica Chiesa di San Girolamo, forse la più ricca della città, andata distrutta con i bombardamenti. La chiesa ospita il Trittico con la Madonna in Trono e Santi del Palmezzano. Fra il 1493 e il 1494 l'artista era infatti a Forlì, al fianco di Melozzo, definitivamente tornato in patria nell'ultimo anno di vita. Preziosa testimonianza della collaborazione fra i due era la Cappella Feo in San Biagio, una delle grandi perdite del patrimonio artistico causate dalla seconda guerra mondiale, insieme alla Cappella Ovetari nella Chiesa degli Eremitani a Padova.
Da San Biagio prendiamo Via dei Mille poi Via Maroncelli a sinistra fino a Piazza Ordelaffi, passando davanti al Palazzo Paulucci Piazza sede della Prefettura, imbocchiamo Via delle Torri e, giunti in Piazza Saffi, ci troviamo di fronte all'imponente Basilica di San Mercuriale con il suo campanile miracolosamente illeso dai bombardamenti del '44.
La Basilica ospita alcune opere del Palmezzano: la tavola col Crocefisso, San Giovanni Gualberto e la Maddalena, la pala della Madonna col Bambino ed i Santi Giovanni Evangelista e Caterina d'Alessandria e la pala dell'Immacolata col Padre Eterno in gloria.
Da Piazza Saffi prendiamo Corso della Repubblica, svoltiamo a destra in Via Flavio Biondo e giungiamo in Piazza Morgagni sulla quale si affacciano il Palazzo della Provincia e la Basilica di San Pellegrino, conosciuta anche come Chiesa dei Servi. Da Via Oreste Regnoli imbocchiamo Via Numai e giungiamo in Corso Diaz, proseguendo a sinistra in direzione Porta Ravaldino. Superiamo la Chiesa di Sant'Antonio Vecchio, oggi Sacrario dei caduti, e giungiamo alla Chiesa di Sant'Antonio Abate in Ravaldino, dove si conserva una Visitazione del Palmezzano.

 

Notizie aggiuntive

Si potrebbe anche proseguire lungo Corso Diaz fino a raggiungere Via della Rocca che costeggia la Rocca di Ravaldino, oggi in parte sede del carcere, ma che all'epoca del Palmezzano conobbe il suo maggior splendore come dimora della Signora di Forlì, Caterina Sforza e baluardo difensivo all'avanguardia, che ospitò potenti signori di Romagna e d'Italia, e persino Nicolò Machiavelli, fino alla conquista della città da parte di Cesare Borgia, il Valentino.
A questo punto, se l'auto ci aspetta in Piazza Guido da Montefeltro, occorre percorrere Via Caterina Sforza fino all'incrocio con Via Andrelini poi questa fino al parcheggio.

 


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Ultimo aggiornamento giovedì 5 luglio 2018

 

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A cura della Redazione di Turismo Forlivese, C.so Diaz, 21 - 47121 Forlì - redazione.turismo@comune.forli.fc.it

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