In fondo a Corso Diaz, sulla sinistra,
si erge la Rocca di Caterina Sforza, o di Ravaldino.
Indirizzo: Ingressi: Via della Rocca e Via Giovanni dalle
Bande Nere, 1 - Forlì Telefono: +39.0543.34264 (custode) - uff. cultura
0543.712229
Periodi di apertura
Aperto in occasione di mostre. Visitabili solo il giardino
esterno, il cortile interno e le sale espositive.
Tariffa d'ingresso
Ingresso gratuito.
Come arrivare
A piedi da Piazza Saffi percorrerre Corso Diaz e giungere fino
a Via della Rocca. In auto da Piazzale della Vittoria percorrere
Viale F. Corridoni e parcheggiare in una sua trasversale, Via
Lombardini; da qui, percorrere a piedi fino a Via della Rocca.
Informazioni
Per tutto il Medioevo fu uno dei luoghi deputati alla difesa di
Forlì. Nel XV secolo fu costruito il complesso fortificato
tuttora visibile.
C'era stato in origine un piccolo apparato, chiamato Bonzanino,
probabilmente solo un rivellino (da dove il toponimo Ravaldino)
sostituito fra il 1360 e il 1371 da una prima Rocca di Ravaldino.
Un secolo dopo, nel 1471, Pino III Ordelaffi fece progettare
all'architetto Giorgio Marchesi Fiorentino le fortificazioni ancora
esistenti.
Nel 1481, su commissione del nuovo Signore di Forlì,
Girolamo Riario, e sempre ad opera di Giorgio Marchesi Fiorentino,
fu costruita la Cittadella poi, sui due lati esterni, furono
aggiunti il rivellino di Cotogni (con avanzi ancora visibili) e il
rivellino di Cesena.
Rivellini, Cittadella e Rocca erano tutti corpi separati,
circondati da un complicato sistema di fossati e ponti levatoi.
Nel 1496 Caterina Sforza, vedova del Riario e reggente in nome del
figlio Ottaviano, costruì un terzo rivellino, davanti alla
Rocca e una palazzina sulle rovine dell'antico forte trecentesco,
chiamata Il paradiso. Il complesso, ritenuto a quei tempi
imprendibile, fu giudicato invece da Niccolò Machiavelli,
che l'aveva osservato nell'estate del 1499 quando vi fu ricevuto
come ambasciatore, troppo articolato e quindi estremamente
vulnerabile.
Cinta d'assedio nel dicembre 1499, la rocca di Ravaldino cadde il
12 gennaio 1500 per mano di Cesare Borgia e Caterina Sforza fu
condotta a Roma prigioniera del Papa.
Il rapido sviluppo delle artiglierie determinò il
declassamento delle fortificazioni forlivesi a carcere, funzione
durata fino alla fine del secolo scorso, quando all'interno della
Cittadella vennero costruite le attuali prigioni.
La Rocca è' stata recentemente restaurata anche attraverso
la ricostruzione delle coperture di due torrioni e del maschio.
Quest'ultimo, che si erge al centro della cortina est, è
costituito da tre sale sovrapposte; in quella superiore si trova la
bocca di un pozzo a rasoio, che scende fino al livello del cortile
interno.
Nel maschio si trova anche una singolare scala a chiocciola in
pietra, senza perno centrale, i cui 67 scalini si sostengono per
sovrapposizione. La scala non è accessibile al pubblico. Nel
lato sud della rocca è ancora visibile un grande stemma dei
Borgia.
Notizie aggiuntive
La Rocca attualmente è in fase di recupero e
valorizzazione.
Il cortile ospita concerti estivi, mostre ed esposizioni
temporanee.