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Forlì Medioevale - Itinerario 2

Della città medioevale, quella che sopravvive alla stagione delle invasioni organizzandosi con il fenomeno dell'incastellamento fino all'età comunale, a Forlì rimane traccia perlopiù nei centri del potere religioso e civile, l'abbazia, la pieve, il convento, la torre, il palazzo comunale, il rivellino, infine, in alcune opere di urbanizzazione come il canale di Ravaldino o il reticolo degli orti di via Curte.


Indirizzo: IAT - Piazza Saffi, 8 (Sala XC Pacifici), 47121 Forlì (FC), Italia
Telefono: +39.0543.712435

Fax: +39.0543.712755

Mail: iat@comune.forli.fc.it



Periodo di svolgimento: tutto l'anno


Itinerario

Basilica di San Mercuriale - Chiesa di Santa Maria dei Servi - Chiesa di Sant'Antonio Vecchio - San Domenico



Itinerari dettaglio

Nell'antico Campo dell'Abate, sull'area che tra il IV e il V secolo era occupata dalla Pieve di Santo Stefano, sorge la Basilica di San Mercuriale (Piazza Saffi).
Riedificata con impianto a tre navate tra il 1176 e il 1181 in seguito a un incendio, fu ampliata nel corso del XV e XVI secolo. In origine la facciata era dotata di un protiro che nel Trecento fu sostituito da un nartece gotico, successivamente ridotto a due cappelle laterali estroflesse, demolite nel 1646.
Il portale gotico in pietra rosa ospita, nella lunetta, il rilievo del Sogno e adorazione di Magi (sec. XIII), attribuito al Maestro del Mesi di Ferrara, un grande testimone dell'ultima stagione di Benedetto Antelami, aggiornato sulla cultura gotica delle corti nord-europee.
La lombardesca torre campanaria, coeva alla chiesa, sigla inconfondibile il profilo della città con una spinta verticale accentuata dalle lesene e dal puntale conico. L'interno ha le proporzioni ampie e austere dell'impianto basilicale a tre navate in laterizio e soffitto a capriate.
Dell'antica Chiesa di Santa Maria dei Servi, basilica di San Pellegrino (Piazza Gian Battista Morgagni), fatta edificare nell'ultimo quarto del XIII secolo dalla congregazione dei Servi di Maria, non rimane che il portale esterno, in pietra e laterizio, dai tipici caratteri del gotico padano con la sequenza alternata di paraste e colonnine chiusa da un sistema di capitelli su cui è impostata l'ogiva poderosa. La Sala del Capitolo è l'unica testimonianza interna tardomedioevale: documentata dagli inizi del XIV secolo assume l'attuale impianto rettangolare con la volta a ombrello e peducci in cotto nel secolo successivo. La Crocifissione è attribuita a Giuliano da Rimini.
Appartiene, presumibilmente, alle imprese edili realizzate tra il secolo XI e il XII la Chiesa di Sant'Antonio Vecchio (Corso Armando Diaz). Dell'impianto romanico conserva l'esterno in mattone con gli ornati ad archetti pensili, mentre gli affreschi della facciata sono successivi: del XIII secolo La Madonna col Bambino, greco-bizantina, della fine del secolo successivo il lacunoso Miracolo di Sant'Antonio, di recente recuperati e conservati presso la Pinacoteca civica.
Una delle fabbriche più significative dell'età tardomedioevale è la Chiesa di San Giacomo Apostolo o dei Domenicani (Piazza Guido da Montefeltro). Edificata nel corso del XIII secolo, fu sede dell'ordine dei Domenicani, da cui il nome più conosciuto di San Domenico. Soggetto amministrativo delle vaste rendite fondiarie acquisite nel tempo, fu uno dei cardini del sistema conventuale e del potere economico della città.
Un vasto progetto di recupero ha interessato il complesso di San Domenico che oggi è centro di cultura e sede dei musei cittadini.
C'è un pezzo di Forlì che si tramanda dall'età longobarda nel toponimo e nell' organizzazione del territorio: sono gli orti di Via Curte. Il nome della via indica la suddivisione in lotti delle aree coltivabili e soggette a edificazioni di case poderali. Questi piccoli poderi sono giunti ai giorni nostri pressochè inalterati con le culture di piante perenni che si perpetuano da secoli.
Tra le opere di urbanizzazione dell'età medioevale va ricordato il Canale di Ravaldino, una complessa opera di ingegneria per il controllo idrografico del fiume Rabbi che ha convertito il fiume in collettore e motore degli opifici urbani. Un tempo emerso per la gran parte, se ne conserva memoria nel toponimo Rialto che sta ad indicare la zona di Piazza Saffi in cui sorgeva il Ponte del Pane. Ora è possibile vederne l'unico sbocco a cielo aperto in città, in via del Canale.



Modalità di svolgimento

Il turista che voglia effettuare questo itinerario deve raggiungere Piazza Aurelio Saffi, ubicata al centro della città, che è il punto di partenza per il percorso che si snoda nel centro della città.



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Ultimo aggiornamento venerdì 19 marzo 2021

 

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A cura della Redazione di Turismo Forlivese, C.so Diaz, 21 - 47121 Forlì - redazione.turismo@comune.forli.fc.it

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